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Archive for novembre 2010

Incontro sulla tessera del tifoso

 

 

volantino tessera tifoso1

Mercoledì 1 dicembre, presso il Locomotiv, le associazioni Anchesetuttinoino, Faremondo ed Eur-eka organizzeranno una conferenza, per affrontare il tema della tessera del tifoso. Interverranno, come relatori, Miro Renzaglia (blogger), il quale analizzerà come, in questi anni, lo Stato stia sperimentando tecniche e politiche di controllo sociale, che in futuro verranno allargate all’intera società, trasformando le curve in veri e propri “laboratori sociali”; Paolo Alberti, scrittore e membro della Curva Andrea Costa del Bologna F.C., il quale, dall’interno, ci mostrerà i risultati e gli effetti della “tessera” sul mondo ultras; infine, spiegheremo perché, per noi, sia un tema che non riguarda solo lo stadio, ma l’intera società. Saranno anche presenti delegazioni di gruppi ultras da diverse località dell’Emilia-Romagna.
Che piaccia o meno, le curve, e i gruppi ultras in modo specifico, rappresentano le ultime forme di aggregazione giovanile, svincolate dalle logiche del mercato. L’edilizia selvaggia, e la paura diffusa dai mass-media, hanno cancellato spazi come i cortili o i “campetti”, dove le generazioni precedenti socializzavano e crescevano “per la strada”; i centri commerciali hanno cancellato i rapporti di vicinato, tanto che i ragazzi, sempre più in stile statunitense, passano le giornate in quelli che il sociologo francese Marc Augè definisce “non-luoghi”, dove crescono tra vetrine dei negozi e multisale cinematografiche, totalmente slegate dal contesto storico e comunitario del luogo in cui sorgono; videogiochi e social network virtuali, stanno sempre più chiudendo la gioventù nelle proprie stanze, invece che vivere le piazze storiche e i ritrovi dei propri quartieri; ecc.I ragazzi vivono sempre maggiori pressioni all’isolamento, a non condividere passioni e tempo con i loro coetanei, e, perché no, con persone più grandi che possano fornire loro esempi ed esperienze di vita. Tutto ciò deve essere mediato da una “merce” da acquistare, secondo le logiche del mercato. Sarà forse un caso che un provvedimento come quello della “tessera del tifoso”, che nulla a che vedere con la sicurezza negli stadi (alla conferenza verrà ben spiegata e approfondita tale questione!), viene approvata proprio adesso, che la televisione del Presidente del Consiglio (Mediaset Premium) comincia a trasmettere su tutto il territorio nazionale le dirette delle partite di calcio? Tale fenomeno è riscontrabile anche nel calcio, che sta passando da “people’s game”, come lo definivano i sociologi inglesi, a “merce” da vendere a un pubblico medio-alto, che sia disposto a pagare cifre elevate per andare allo stadio, o che sia disposto a fornirsi di parabole e decoder.
Per saperne di più, invitiamo tutti al Locomotiv,  via Sebastiano Serlio 25/2, mercoledì 1 dicembre, alle 20,30.

Incontro con Antonio Mazzeo

4 novembre 2010 1 commento

Sicuramente pochi ricordano che l’idea-sogno del Ponte sullo stretto di Messina prese forma alla fine degli anni Novanta con i governi di centro-sinistra Prodi, D’Alema e Amato. Su richiesta del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), il 19 febbraio 1999 il presidente del Consiglio Massimo D’Alema firmava una delibera con cui si procedeva alla nomina di due cosiddetti advisor internazionali (associazioni di imprese fra cui il Parsons Transportation Group di cui diremo più avanti) per la valutazione degli aspetti finanziari ed ingegneristici dell’opera. Il costo dei due approfondimenti veniva a pesare sui conti pubblici per circa 7 miliardi delle vecchie lire, ma gli advisor certificarono la “fattibilità” del Ponte. Da allora ben poco è stato fatto dai decisori, politica e mondo industriale-finanziario, per condividere le ragioni di questa ed altri grandi opere progettate o già cantierizzate, piuttosto calate sulla testa delle comunità locali interessate e di una opinione pubblica mediamente molto distratta e pronta a recepire quasi soltanto facili input di carattere “ideologico”, come nel caso della questione energia nucleare.

Antonio Mazzeo, militante ecopacifista ed antimilitarista, durante gli ultimi anni ha scritto numerose inchieste sull’interesse suscitato dal Ponte sullo stretto di Messina in Cosa Nostra, ricostruendo pure i gravi conflitti d’interesse che hanno caratterizzato l’intero iter progettuale. Il suo ultimo libro, intitolato “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto di Messina”, sulla base di una documentazione che privilegia le fonti giudiziarie anche se non definitive, fornisce una sistematizzazione di innumerevoli denunce e indagini sugli interessi affaristici e criminali che ruotano attorno alla costruzione del Ponte. L’avvio dei lavori per il quale è segnato da una beffa per i neolaureati dell’area dello Stretto, che non si erano mai illusi che con il Ponte avrebbero trovato stabile occupazione, ma certo non potevano immaginare che sarebbero stati scippati dell’unica infrastruttura creata in ambito locale a sostegno di attività imprenditoriali giovanili innovative. Un’intera palazzina posta nel Polo scientifico di Papardo dell’Università di Messina, nel cuore dell’Ateneo, realizzata con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse», destinata a fare da “Incubatore” di 46 aziende di giovani imprenditori e ricercatori universitari, sarà convertita nei “Nuovi Uffici Direzionali del Ponte”. Vi s’insedieranno la società concessionaria Eurolink, consorzio general contractor per la progettazione ed i lavori, ed il gruppo statunitense Parsons Transportation di cui sopra, impegnato nel “project management” dell’opera. A rendere più amaro il sapore della beffa, l’evidenza che nessuna delle società di costruzioni che compongono l’ATI per i lavori del Ponte ha sedi o filiali nell’area dello Stretto (alcune sono, anzi, straniere) e che sono tutte di antica formazione e nella titolarità di corporation e gruppi azionari di rilevanza nazionale (famiglie Benetton, Gavio e Ligresti per Impregilo, società capofila Eurolink). Ancora più insostenibile, la concessione dei locali universitari al Parsons Transportation Group, colosso statunitense del settore ingegneristico, con sede in California e filiali in oltre 80 Paesi del mondo, una delle società chiave del complesso bellico-industriale statunitense. In Iraq sono stati affidati a Parsons contratti per svariati milioni di dollari per la ricostruzione di decine d’infrastrutture civili e militari, fra cui, per conto dell’US Air Force, la riabilitazione delle infrastrutture della base di Taji, una delle più importanti aree operative delle forze armate della coalizione alleata.

Verrebbe quasi da pensare, come sussura qualcuno, che il Ponte sullo stretto possa essere funzionale più alle esigenze delle numerose infrastrutture militari USA/NATO presenti in Sicilia, prima fra tutte la base aeronavale di Sigonella, tristemente tornata alla ribalta delle cronache per il recente grave caso di incidente sul lavoro occorso a Salvatore Maita, che ai reali bisogni della comunità locale e nazionale tutta, quali espressi nel proprio legittimo diritto di sovranità.

Sia chiaro comunque che non si tratta di sposare una visione secondo la quale qualsiasi opera, grande o piccola e privata o pubblica che sia, vada esorcizzata. Fra le altre cose, vorremmo invece contribuire ad una definizione dell’ecologia come possibilità praticabile e concreta, che contempla l’intervento meditato dell’uomo nell’ambiente in cui vive. A fronte di investimenti in opere pubbliche in forte caduta, circa il 20% nel quadriennio 2008-2011 secondo il Rapporto 2011 dell’istituto di ricerche Cresme. Con conseguenze in termini occupazionali facili da immaginare, tali da pensare ad una politica keynesiana alla rovescia realizzata in un periodo di profonda crisi economica.

Incontro su Marx

Davanti ad un folto pubblico  Diego Fusaro e il prof. Giorgio Gattei hanno discusso dell’attualità del pensiero politico e filosofico di Marx. I loro pareri in merito all’attualità del pensiero di Marx sono stati diversi  se non radicalmente opposti;  il giovane Fusaro, fresco di studi,  con il suo taglio filosofico e speranzoso, si è scontrato con l’esperienza e con il duro realismo di Gattei. Questo, se da una parte avrà deluso il giovane Fusaro,  dall’altra non ha fatto altro che rendere più interessante la serata per il pubblico,  soprattutto in vista di quello che era lo scopo del nostro incontro, quello cioè di stimolare la ripresa di un pensiero critico, e nello stesso tempo propositivo,  che sappia avvalersi, in modo nuovo ed originale, non dogmatico,  anche  delle intuizioni del pensiero di Marx.

La crisi capitalistiche odierne e lo scontro sempre meno nascosto tra la potenza mondiale numero uno, seppur in  relativo declino,  gli USA, e le  potenze mondiali nascenti, crisi e scontro in cui l’Italia finisce volente o nolente per essere coinvolta e determinata, ci impongono di attrezzarci per analizzarle, comprenderle e denunciarle,  per non rimanerne vittime  e per pensare ad un’alternativa realmente praticabile che sappia guardare in modo nuovo al futuro, senza cedere alle lusinghe e alle  vie di fuga offertaci dal romanticismo politico e filosofico.

In questo lavoro speriamo ancora di poterci avvalere del prezioso contributo del professor Gattei.