Archivio

Archive for aprile 2012

Resoconto e video dell’incontro con Alain De Benoist

In una Sala Biasin strapiena, con oltre 100 persone presenti, il filosofo e saggista francese Alain De Benoist ha presentato in Italia il suo ultimo libro: Sull’orlo del baratro, dedicato alla grande crisi economico-finanziaria oggi più virulenta che mai.

Dopo la facile ed amara previsione enunciata nel dicembre 2009 durante il seminario di “Eurasia” tenutosi a Modena in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino, per cui la crisi del capitalismo era di natura strutturale e non congiunturale, si è tentato nell’incontro sassolese di definire alcuni concetti attorno ai quali tentare di ripartire.

Sono sei, in particolare, i punti cardine che emergono nell’ultimo libro di De Benoist: 1) Le definizioni di “limite” (collegato a quello della finitezza delle risorse disponibili) e di “bene comune” (equa distribuzione delle ricchezze) per affrontare la crisi; 2) Il mondo multipolare, attraverso la creazione di grandi aree sovranazionali legate da vincoli federali; 3) Il completo dominio dei mercati finanziari sull’economia e sulla politica impone il ritorno della sovranità degli Stati (aggregati in grandi spazi geopolitici;) 4) La sostituzione del dollaro come moneta di riferimento internazionale proposta dalla Cina, che insieme agli altri paesi del BRICS vuole creare una nuova banca mondiale per guidare lo sviluppo; la trasformazione dell’euro in moneta di riserva europea; 5) I costi sociali dell’immigrazione e la sua funzionalità al capitalismo, per cui non si possono combattere i guasti dell’una senza affrontare la questione economica; 6) La riforma dello Stato sociale attraverso la creazione di un reddito di cittadinanza.

Ma il pezzo forte del libro di Alain De Benoist, come ricordato dal dr. Michele Franceschelli di “Eureka” nell’introduzione, lo troviamo nella postfazione, dove viene designato il “nemico principale”: a) Il mercato sul piano economico; b) Il liberalismo sul piano politico; c) L’individualismo sul piano filosofico; d) La borghesia sul piano sociale; e) Gli Stati Uniti sul piano geopolitico.

Nella sua lunga relazione il filosofo francese ha rimarcato come la crisi provenga proprio dagli Stati Uniti (il cui debito è il 240% del PIL) e sia stata all’inizio decisamente sottovalutata.

Le cause profonde dell’indebitamento, funzionale solo alla speculazione, vanno ricercate nell’azione sconsiderata delle banche private che hanno poi costretto i poteri pubblici a soccorrerle (800 miliardi di dollari spesi solo negli USA).

La deregolamentazione dei mercati finanziari (che hanno un assoluto controllo sulla politica) è stata provocata dall’abolizione delle tariffe doganali e delle barriere comunitarie.

La conseguenza è stata la moltiplicazione delle delocalizzazioni, la fuga di capitali, l’aumento della disoccupazione e della sperequazione sociale.

In tutti i Paesi europei, per affrontare la crisi, si sta seguendo lo stesso schema: piani di austerità, aumento delle imposte, tagli allo Stato sociale per salvare la finanza mondiale dal suo crollo; due sono allora le vie d’uscita da questa situazione insostenibile sul lungo periodo: una rivolta generalizzata o l’inesigibilità del debito.

In Grecia, dove il debito è il 160% del PIL, in cambio degli aiuti sono state richieste nuove privatizzazioni e un’ulteriore compressione dei salari, al punto che il potere d’acquisto dei lavoratori è calato del 40%.

In realtà non si fa che rinviare le scadenze del fallimento, perché non si vogliono eliminare le cause strutturali che hanno determinato la crisi: alla Grecia non resta che l’uscita dall’euro o un impoverimento generalizzato della propria popolazione.

L’attuale crisi geopolitica globale, invece, dopo le recenti tensioni in Libia, in Siria ed in Iran, rischia di condurre ad una nuova guerra mondiale, data l’indisponibilità degli Stati Uniti a rinunciare alla propria leadership mondiale, così come richiesto dalle nuove potenze emergenti Cina, Russia, Brasile, India e Sudafrica, che si battono per il multipolarismo.

*Di Stefano Vernole, redattore di “Eurasia” – Rivista di Studi Geopolitici

PRIMA PARTE

 

SECONDA PARTE

Annunci

SULL’ORLO DEL BARATRO. Il fallimento annunciato del sistema denaro

L’Associazione Eur-eka propone la sua seconda iniziativa del 2012 presentando, in anteprima nazionale, l’ultimo libro di Alain De Benoist: Sull’orlo del baratro. Il Fallimento annunciato del sistema del denaro”.  L’incontro, che prevede la partecipazione dello scrittore francese, è realizzato in collaborazione con l’associazione bolognese “Faremondo” e con la modenese “Terra e Identità”.

 
 

****

 
 

 
 
 
 
 

****

 
 

SULL’ORLO DEL BARATRO.

Il fallimento annunciato del sistema denaro

 

Sabato 21 Aprile, a Sassuolo (Modena), incontro-dibattito con

Alain De Benoist

saggista e filosofo francese, autore dell’omonimo libro pubblicato in Italia da Arianna editrice.

Introduzione e moderazione di Stefano Vernole, redattore di Eurasia. Rivista di studi geopolitici

 

Mentre il sistema finanziario internazionale è scosso dalle basi, la crisi dell’euro sta spaventando il mondo intero e mette in ginocchio le economie reali di vaste zone dell’Europa.

Il debito continua ad aumentare, come pure i deficit che hanno raggiunto un valore molto alto. Le contraddittorie stime degli esperti si sommano all’impotenza dei politici. Nessuno ha ricette pronte e tutti navigano a vista.

Siamo forse giunti alla fine del sistema del denaro?

L’usura sta minacciando fortemente la nostra realtà quotidiana. Sotto accusa sono i metodi con cui i mercati finanziari e le banche operano: acquistano grandi quantità di azioni e obbligazioni degli Stati indebitati, si impadroniscono dei loro averi a titolo di interessi su un debito consistente in una montagna di denaro virtuale che non potrà mai essere rimborsato.

Ma l’indebitamento è come la crescita materiale: né l’uno né l’altra possono prolungarsi all’infinito, il rischio concreto e attuale è che il sistema del denaro perisca attraverso il denaro medesimo.

Non è certamente limitandosi a “indignarsi” che cambieranno le cose. Lo sdegno che non sfocia nell’azione è una comoda maniera di sentirsi a posto con la coscienza.

Solo l’intervento risoluto dei ceti popolari può dare al risentimento suscitato dalle pratiche della Forma-Capitale, o semplicemente al malcontento antibancario, una base sociale concreta in grado di invertire la rotta verso un modello comunitario di economia.

A partire dalle ore 16.30, presso la sala conferenze “Gian Paolo Biasin”, in via Rocca 22.

L’iniziativa, promossa dalle associazioni Eur-eka e Faremondo (Bologna) e Terra e Identità (Modena),  gode del patrocinio del Comune di Sassuolo.

L’ingresso è libero e gratuito.

Per informazioni e contatti: sassuolodebenoist@yahoo.it


****

 

Al seguente link riportiamo alcune indicazioni per raggiungere la sala