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“LA RESURREZIONE DEGLI ARABI”. IL VERO VOLTO DELLE PRIMAVERE ARABE: evento a Bologna

12 maggio 2014 Commenti disabilitati

“LA RESURREZIONE DEGLI ARABI”. IL VERO VOLTO DELLE PRIMAVERE ARABE

SABATO 17 MAGGIO ORE 17.30 a Bologna, in VIA SILVIO PELLICO 4/B

Analisi geopolitica ed approfondimento della situazione attuale mediorientale.

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Interverranno:

  •  Alessandro Iacobellis, esperto in geopolitica ed autore dell’introduzione del libro “La resurrezione degli arabi” di Michel Aflaq – Anteo Edizioni

 

  • Alì Reza Jalali, esperto in relazioni internazionali ed autore del libro “Giustizia e Spiritualità. Il pensiero politico di Mahmoud Ahmadinejad” – Anteo Edizioni

 

  • Manuel Zanarini, gruppo culturale “Virtute e Canoscenza

 

La conferenza si svolgerà presso l’ “Osteria del Borgo”, in via Silvio Pellico 4/B

L’evento è organizzato dal gruppo culturale “Virtute e Canoscenza

Link: http://alirezajalali.altervista.org/blog/la-resurrezione-degli-arabi-il-vero-volto-delle-primavere-arabe-evento-a-bologna/

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Resoconto e video dell’incontro con Alain De Benoist

In una Sala Biasin strapiena, con oltre 100 persone presenti, il filosofo e saggista francese Alain De Benoist ha presentato in Italia il suo ultimo libro: Sull’orlo del baratro, dedicato alla grande crisi economico-finanziaria oggi più virulenta che mai.

Dopo la facile ed amara previsione enunciata nel dicembre 2009 durante il seminario di “Eurasia” tenutosi a Modena in occasione del ventennale della caduta del Muro di Berlino, per cui la crisi del capitalismo era di natura strutturale e non congiunturale, si è tentato nell’incontro sassolese di definire alcuni concetti attorno ai quali tentare di ripartire.

Sono sei, in particolare, i punti cardine che emergono nell’ultimo libro di De Benoist: 1) Le definizioni di “limite” (collegato a quello della finitezza delle risorse disponibili) e di “bene comune” (equa distribuzione delle ricchezze) per affrontare la crisi; 2) Il mondo multipolare, attraverso la creazione di grandi aree sovranazionali legate da vincoli federali; 3) Il completo dominio dei mercati finanziari sull’economia e sulla politica impone il ritorno della sovranità degli Stati (aggregati in grandi spazi geopolitici;) 4) La sostituzione del dollaro come moneta di riferimento internazionale proposta dalla Cina, che insieme agli altri paesi del BRICS vuole creare una nuova banca mondiale per guidare lo sviluppo; la trasformazione dell’euro in moneta di riserva europea; 5) I costi sociali dell’immigrazione e la sua funzionalità al capitalismo, per cui non si possono combattere i guasti dell’una senza affrontare la questione economica; 6) La riforma dello Stato sociale attraverso la creazione di un reddito di cittadinanza.

Ma il pezzo forte del libro di Alain De Benoist, come ricordato dal dr. Michele Franceschelli di “Eureka” nell’introduzione, lo troviamo nella postfazione, dove viene designato il “nemico principale”: a) Il mercato sul piano economico; b) Il liberalismo sul piano politico; c) L’individualismo sul piano filosofico; d) La borghesia sul piano sociale; e) Gli Stati Uniti sul piano geopolitico.

Nella sua lunga relazione il filosofo francese ha rimarcato come la crisi provenga proprio dagli Stati Uniti (il cui debito è il 240% del PIL) e sia stata all’inizio decisamente sottovalutata.

Le cause profonde dell’indebitamento, funzionale solo alla speculazione, vanno ricercate nell’azione sconsiderata delle banche private che hanno poi costretto i poteri pubblici a soccorrerle (800 miliardi di dollari spesi solo negli USA).

La deregolamentazione dei mercati finanziari (che hanno un assoluto controllo sulla politica) è stata provocata dall’abolizione delle tariffe doganali e delle barriere comunitarie.

La conseguenza è stata la moltiplicazione delle delocalizzazioni, la fuga di capitali, l’aumento della disoccupazione e della sperequazione sociale.

In tutti i Paesi europei, per affrontare la crisi, si sta seguendo lo stesso schema: piani di austerità, aumento delle imposte, tagli allo Stato sociale per salvare la finanza mondiale dal suo crollo; due sono allora le vie d’uscita da questa situazione insostenibile sul lungo periodo: una rivolta generalizzata o l’inesigibilità del debito.

In Grecia, dove il debito è il 160% del PIL, in cambio degli aiuti sono state richieste nuove privatizzazioni e un’ulteriore compressione dei salari, al punto che il potere d’acquisto dei lavoratori è calato del 40%.

In realtà non si fa che rinviare le scadenze del fallimento, perché non si vogliono eliminare le cause strutturali che hanno determinato la crisi: alla Grecia non resta che l’uscita dall’euro o un impoverimento generalizzato della propria popolazione.

L’attuale crisi geopolitica globale, invece, dopo le recenti tensioni in Libia, in Siria ed in Iran, rischia di condurre ad una nuova guerra mondiale, data l’indisponibilità degli Stati Uniti a rinunciare alla propria leadership mondiale, così come richiesto dalle nuove potenze emergenti Cina, Russia, Brasile, India e Sudafrica, che si battono per il multipolarismo.

*Di Stefano Vernole, redattore di “Eurasia” – Rivista di Studi Geopolitici

PRIMA PARTE

 

SECONDA PARTE

Incontro su Marx

Davanti ad un folto pubblico  Diego Fusaro e il prof. Giorgio Gattei hanno discusso dell’attualità del pensiero politico e filosofico di Marx. I loro pareri in merito all’attualità del pensiero di Marx sono stati diversi  se non radicalmente opposti;  il giovane Fusaro, fresco di studi,  con il suo taglio filosofico e speranzoso, si è scontrato con l’esperienza e con il duro realismo di Gattei. Questo, se da una parte avrà deluso il giovane Fusaro,  dall’altra non ha fatto altro che rendere più interessante la serata per il pubblico,  soprattutto in vista di quello che era lo scopo del nostro incontro, quello cioè di stimolare la ripresa di un pensiero critico, e nello stesso tempo propositivo,  che sappia avvalersi, in modo nuovo ed originale, non dogmatico,  anche  delle intuizioni del pensiero di Marx.

La crisi capitalistiche odierne e lo scontro sempre meno nascosto tra la potenza mondiale numero uno, seppur in  relativo declino,  gli USA, e le  potenze mondiali nascenti, crisi e scontro in cui l’Italia finisce volente o nolente per essere coinvolta e determinata, ci impongono di attrezzarci per analizzarle, comprenderle e denunciarle,  per non rimanerne vittime  e per pensare ad un’alternativa realmente praticabile che sappia guardare in modo nuovo al futuro, senza cedere alle lusinghe e alle  vie di fuga offertaci dal romanticismo politico e filosofico.

In questo lavoro speriamo ancora di poterci avvalere del prezioso contributo del professor Gattei.