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“PER UN’ITALIA SOVRANA E NEUTRALE. LE PROSPETTIVE DEL MOVIMENTO PER L’USCITA DELL’ITALIA DALLA NATO”.

7 dicembre 2015 Commenti disabilitati

 

Sabato 12 dicembre ore 16

 
 

 PER UN’ITALIA SOVRANA E NEUTRALE

 

LE PROSPETTIVE DEL MOVIMENTO PER L’USCITA DELL’ITALIA DALLA NATO.

 
 

Locandina 12 dicembre

 

Con l’intervento di

 

 Vincenzo Brandi

 

portavoce del Comitato “No guerra No NATO”.

 
 

Al centro sociale Giorgio Costa, via Azzo Gardino 48, Bologna.

 
 
 

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La macchina del caos

 

Tre incontri per la critica del Nuovo Ordine Mondiale

 La macchina del caos lavora senza sosta creando i “fatti” secondo i propri principi e facendo, a suo modo, anche la nostra storia. Per definizione, il suo operare non può riconoscere limiti e confini visto che, come è stato ammesso da fonte interna autorevolissima, “the american homeland is the planet”. Sebbene in queste ultime settimane venga effettivamente contrastata sul teatro siriano dall’intervento della Russia di Putin, mantiene nel suo ventre oscuro copiose riserve velenifere e notevoli capacità metamorfiche che la rendono comunque temibilissima e nemica irredimibile di qualunque popolazione. Lo si vede, forse meglio che in passato, proprio in Europa, dove per l’affondamento di qualsiasi speranza di “risveglio politico globale” si serve senza scrupolo, fra le altre, dell’arma di distruzione chiamata “accoglienza dei migranti”. 

In questa situazione l’Italia, che rimane a livello planetario uno dei massimi terreni di sperimentazione per la macchina del caos, potrebbe senza paradosso rivelarsi uno degli avamposti strategici decisivi nel quale, in un futuro nemmeno troppo lontano, si giocheranno le sorti dei processi di affrancamento dal doppio giogo dell’Unione Europea e della Nato.   

A cura del blog www.controinformazione.info in collaborazione con: www.faremondo.orgbyebyeunclesam.wordpress.com

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SULL’ORLO DEL BARATRO. Il fallimento annunciato del sistema denaro

L’Associazione Eur-eka propone la sua seconda iniziativa del 2012 presentando, in anteprima nazionale, l’ultimo libro di Alain De Benoist: Sull’orlo del baratro. Il Fallimento annunciato del sistema del denaro”.  L’incontro, che prevede la partecipazione dello scrittore francese, è realizzato in collaborazione con l’associazione bolognese “Faremondo” e con la modenese “Terra e Identità”.

 
 

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SULL’ORLO DEL BARATRO.

Il fallimento annunciato del sistema denaro

 

Sabato 21 Aprile, a Sassuolo (Modena), incontro-dibattito con

Alain De Benoist

saggista e filosofo francese, autore dell’omonimo libro pubblicato in Italia da Arianna editrice.

Introduzione e moderazione di Stefano Vernole, redattore di Eurasia. Rivista di studi geopolitici

 

Mentre il sistema finanziario internazionale è scosso dalle basi, la crisi dell’euro sta spaventando il mondo intero e mette in ginocchio le economie reali di vaste zone dell’Europa.

Il debito continua ad aumentare, come pure i deficit che hanno raggiunto un valore molto alto. Le contraddittorie stime degli esperti si sommano all’impotenza dei politici. Nessuno ha ricette pronte e tutti navigano a vista.

Siamo forse giunti alla fine del sistema del denaro?

L’usura sta minacciando fortemente la nostra realtà quotidiana. Sotto accusa sono i metodi con cui i mercati finanziari e le banche operano: acquistano grandi quantità di azioni e obbligazioni degli Stati indebitati, si impadroniscono dei loro averi a titolo di interessi su un debito consistente in una montagna di denaro virtuale che non potrà mai essere rimborsato.

Ma l’indebitamento è come la crescita materiale: né l’uno né l’altra possono prolungarsi all’infinito, il rischio concreto e attuale è che il sistema del denaro perisca attraverso il denaro medesimo.

Non è certamente limitandosi a “indignarsi” che cambieranno le cose. Lo sdegno che non sfocia nell’azione è una comoda maniera di sentirsi a posto con la coscienza.

Solo l’intervento risoluto dei ceti popolari può dare al risentimento suscitato dalle pratiche della Forma-Capitale, o semplicemente al malcontento antibancario, una base sociale concreta in grado di invertire la rotta verso un modello comunitario di economia.

A partire dalle ore 16.30, presso la sala conferenze “Gian Paolo Biasin”, in via Rocca 22.

L’iniziativa, promossa dalle associazioni Eur-eka e Faremondo (Bologna) e Terra e Identità (Modena),  gode del patrocinio del Comune di Sassuolo.

L’ingresso è libero e gratuito.

Per informazioni e contatti: sassuolodebenoist@yahoo.it


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Al seguente link riportiamo alcune indicazioni per raggiungere la sala

Video

Qui di seguito presentiamo le videoregistrazioni di due conferenze  organizzate recentemente dalla nostra associazione. Buona visione.

 

 

 

 

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Recensione all’incontro di mercoledì scorso.

Recensione di Andrea Broggi:
“A tutto stavo pensando, meno che a questo, cioè essendo il primo anno in cui mi cimento con gli incontri con gli autori, penso sia naturale che solo ora mi venga in mente quanto il caldo possa essere demotivante per la mia voglia di partecipazione mondana… a questo tipo di (generalmente) pomeridiana mondanità, diciamo meglio.
Comunque questa volta ho avuto fortuna, perché l’evento, organizzato con la collaborazione della Libreria Irnerio e dell’attivissima Associazione Culturale Eur-eka (entrambe di Bologna) ha goduto sensazionalmente di un pomeriggio in stato di grazia, “offerto” dalla corte interna del giardino del CostArena (sul quale per conflitto di interessi, dato che attualmente vi lavoro come addetto ufficio stampa, non mi dilungherò raccontando quanto sia straordinariamente eccellente, anche solo per la prolifica energia con cui viene promosso tutto ciò che è accomunabile sotto il nome di cultura).
Insomma, la presentazione, introdotta dallo scrittore Patrick Fogli, vedeva partecipe il romanziere Francesco Aloe, già autore di Vertigine, con il suo Il vento porta farfalle o neve, edito in questo 2011 da VerdeNero, che come sempre si dimostra attenta a tutto ciò che da noir diventa racconto dell’uomo come mostro sociale.
Un romanzo con due storie parallele, questo è il libro di cui veniamo a conoscenza.
Un’opera che ha per protagonista un uomo, Fratello. Un personaggio, introspettivo, curioso, freddo, che è prima di tutto un killer dell’ndrangheta, la cui ispirazione romanzata è tratta da una persona realmente esistita e vissuta (se non ancora vivente) a Lamezia Terme.
La sua storia è la prima del romanzo. La finzione creativa.
Poi c’è la seconda storia, quella che parrebbe venir fuori dalla fantascienza, e invece come spesso tristemente accade, è frutto della realtà. Nella notte del 10 aprile 1991, il traghetto Moby Prince, appena partito dal porto di Livorno, si scontra contro il lato destro della petroliera Agip Abruzzo. Nell’incidente oltre a svariate tonnellate di petrolio disperso tra aria e mare, muoiono carbonizzate 140 persone tutti i passeggeri del traghetto, meno il mozzo che viene tratto in salvo per tempo.
Tra la fiction e la realtà, L’Aloe, con abile e inquietante grazia trova un taglio che non sia divaricatore, ma, piuttosto, definito. Il punto di contatto tra queste due parti è lo stesso protagonista. Fratello, infatti, si imbatte casualmente nell’accaduto, è all’estero per “lavoro”, ma è talmente impressionato dall’incontro con i fatti della vicenda che comincia a leggere, a indagare, a informarsi. Si imbatte nello stupro della realtà che è stato sistematicamente fatto sull’accaduto. Uno dei nostri famosi misteri italiani. Che tanto se è un mistero è anche perché un po’ ci piace che resti tale, del resto se venisse svelato perderebbe il suo fascino. Come se ne avesse alcuno. A ogni modo il mistero non piace a Fratello. E il lettore, malgrado la sua naturale indolenza, si trova proiettato pagina dopo pagina in fatti, interrogativi irrisolti, storie su storie. Fino alla fine. Quando come dice l’autore: “ho scoperto crescendo che quella nave bruciata in mare aperto, che io ricordavo, si è trasformata in bare”.
Perché sia chiaro che è stato un incidente, è necessario sottolineare la parola.
Quella notte c’era la nebbia. C’era un banco di nebbia proprio lì tra la prua rivolta a sud della nave petroliera ancorata a largo e il punto dello schianto della Moby, il traghetto che proveniva dal porto. Anzi no, che stava tornando in porto, se la prua era rivolta a sud il lato destro dell’Agip doveva affacciarsi sul mare aperto. Ma perché stava tornando in porto? Sciocchezze, il personale di bordo era agli ordini del comandante Ugo Chessa, un uomo di 56 anni con solo un’intera vita passata in mare e stava guardando la partita di Coppa delle Coppe Juventus – Barcellona! Poi mentre morivano, la maggior parte dei membri dell’equipaggio si son trascinati tutti nella plancia di prua per far credere d’aver mantenuto saldo il loro impegno al dovere fino all’ultimo! E comunque a parte l’errore umano, c’era la nebbia e faceva anche caldo a causa del materiale combustibile vomitato dalla fiancata della petroliera e c’era fumo e c’erano in radio le voci in americano (una nave, tale Theresa, che non si sa cosa facesse lì e che fine abbia fatto) e le voci italiane. Il salvataggio era impossibile. Prima dovevamo impedire che l’oro nero si rovesciasse in mare, chi poteva sapere che l’unica nave appena partita dal porto, come un falò nel buio, stava andando completamente avvolta dal combustibile alla deriva con 141 vite umane a bordo?
Ma un falò nel buio non si dovrebbe vedere? Certo, ma c’era la nebbia, seguiva la Moby Prince.
A presto, buona lettura.
Ps. Non ho parlato delle verità nascoste dietro l’incidente. Non ho parlato della giornalista Ilaria Alpi, né della sua morte sospetta a Mogadiscio, mentre indagava su un traffico di armi occidentali scambiate con l’accoglimento di rifiuti tossici illegali. “Non c’è niente di cui vergognarsi se non sai, questa storia non ti è stata raccontata“, terrebbe a precisare con gentilezza l’Aloe, forse però è arrivato per tutti il momento di cercarla”.
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Video “La donna e l’Islam: il pregiudizio colpisce ancora”

Video della conferenza  “La donna e l’Islam: il pregiudizio colpisce ancora”, diviso in undici parti. Qui sotto la prima parte. Buona visione!

 

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Videosintesi incontro con Antonio Mazzeo

Videosintesi, divisa in tre parti, dell’incontro tenutosi con Antonio Mazzeo il 24 Novembre. Qui sotto la prima parte. Buona visione!

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Intervista a Radiofujiko


Parlano Graziano Ferrari del centro Costa Arena e Michele di Eur-eka intervistati il 7 ottobre da RadioCittàFujiko.

Intervista a Radiofujiko

 


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