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Archive for maggio 2011

Alla corte di Re Obama

Chi l’ha detto che il feudalesimo si è estinto nel XII secolo? Lo scorso 26 maggio a Deauville, attorno alla Tavola Rotonda del Re del Mondo Barack Obama, abbiamo assistito ad una manifestazione dei rapporti di servaggio propri del feudalesimo.

Infatti nonostante la verniciatura democratica, risulta fin troppo lampante la somiglianza, seppur in forma più moderna e paradossalmente estremizzata, tra il feudalesimo medioevale europeo e l’attuale ordine politico internazionale a trazione USA/NATO.

I protagonisti di questa brillante dimostrazione sono stati, da un lato il Re del Mondo Barack Obama, dall’altro il Vassallo del Feudo Italia Silvio Berlusconi.

Per chi non lo ricordasse dalle scuole medie, ricordiamo che gli elementi del sistema feudale vassallatico-beneficiario erano, e oggi sostanzialmente restano, tre:

  • Elemento reale: cioè un beneficio , di solito un terreno dato in concessione dal signore al vassallo.In questo rapporto il terreno in questione è il Feudo Italia, dato in concessione dal Re Barack Obama al Vassallo Berlusconi.
  • Elemento personale: si tratta di una cerimonia, detta dell’omaggio, durante la quale il vassallo si dichiara homo dell’altro, ricevendo la protezione militare del signore in cambio di servizio e fedeltà.In questo caso, il rito dell’omaggio è stato celebrato dal Vassallo Berlusconi, che si avvicina mesto e pensieroso al proprio Re seduto sul trono, e in piedi chiede novità sulla sua salute.
  • Elemento giuridico: nel sistema vassallatico-beneficiario medioevale consisteva nell’acquisto dell’immunità giudiziaria da parte del vassallo, e della concessione del diritto di giurisdizione sul proprio feudo. Nel sistema vassallatico-beneficiario moderno, abbiamo assistito alla richiesta informale del Vassallo Berlusconi che con le mani congiunte chiede al Re Obama di rimettere le cose in ordine: immunità per lui, e la concessione del diritto di amministrare la giustizia nel Feudo Italia. La formula informale è stata: “Noi abbiamo presentato la riforma della giustizia e per noi è fondamentale, perché in questo momento abbiamo quasi una dittatura dei giudici di sinistra“.

Come si vede, nonostante siano passati dei secoli, i rapporti di potere tra dominanti e dominati resta praticamente lo stesso.

Esistono differenze sulla legittimazione dei vassalli, con le moderne forme finto-democratiche, per scegliere un vassallo di destra o di sinistra, più simpatico o più onesto. Ma alla fine, il vassallo risponde sempre al proprio Re, che in questa congiuntura storica risiede a Washington.

Un’ulteriore differenza è la situazione sociale dei Servi della Gleba, che nel Medioevo non avevano la possibilità di rivolgersi direttamente al proprio Re.

Oggi invece, grazie ad Internet, più di 9.ooo Servi della Gleba del Feudo Italia hanno espresso democraticamente il proprio rammarico sulla bacheca facebook del Re Obama, così:

I’m sorry Mr. President, I’m Italian. Mr Berlusconi is not speaking in my name!

In barba all’art 1 co 2 della Costituzione (“la sovranità appartiene al popolo..”) l’Italia, lungi dall’essere sovrana sul proprio territorio è politicamente e mentalmente suddita. E nonostante le opposizioni interne anti-berlusconiane tutti i sudditi,  dal Vassallo Berlusconi fino all’ultimo Servo della Gleba attrezzato di una connessione Internet, si mettono ordinatamente in coda a rendere omaggi e a chiedere protezione al Re del Mondo Obama, che lo ricordiamo è al contempo Premio Nobel per la Pace e bombardiere sui cieli di Libia da più di due mesi.

Almeno agli occhi del Re Obama, il Vassallo Berlusconi si è dimostrato un suddito in grado mobilitare i suoi sudditi italiani, inchinandosi per primo e subito seguito da altri 9.000 Servi della Gleba.

Se fosse vivo ancora vivo, Ennio Flaiano direbbe: “In Italia i berlusconiani si dividono in due categorie: i berlusconiani e gli antiberlusconiani”.

Video Standing Army

Prima parte della registrazione video  della conferenza “Standing Army: l’immensa rete delle basi militari USA all’estero”. Buona visione

Magilla, candidato gorilla

Una campagna elettorale triste e che ricicla persino formule
pubblicitarie lanciate in passato da centri fitness, contraddistinta
da numerosi episodi di intimidazione fisica e polizia del pensiero, e
con candidati che rivelano involontariamente le proprie piccolezze
umane e culturali… uno che auspica la promozione della locale
squadra di calcio in serie A dove in realtà milita da diversi anni,
l’altro che ne sogna la retrocessione in terza serie…. quello che
racconta di quando si faceva le canne, l’altro che deve condonare
l’abuso edilizio… per non parlare di quelli che si fanno promuovere
dal guitto che poi, in piazza, fa l’apologia del processo di Norimberga.
Insomma, a Bologna, vota Magilla sindaco!
Di meglio, per ora, non c’è.